Europa unita

eu

Europa unita!
“Avete questo libro, di cui non ricordo il titolo, di uno scrittore inglese di cui non ricordo il nome?”
“Mi sa dire qualcosa di più?”
“Sì, è un romanzo”.
“Nient’altro?”
“Ho letto una recensione su di una rivista tedesca…”

 

Black friday

zombi

Entri al centro commerciale e cerchi come sempre di non pensare al film di George Romero. Succede ogni volta, entri nel centro commerciale e ti sembra di stare dentro quel maledetto film, è più forte di te, ma un bel respiro e via, in fondo è solo un vecchio film che i ragazzi con il collo tatuato nemmeno conoscono. Lo spaesamento passa in fretta, ormai ti sei abituato e sei subito pronto per acquistare la sabbietta del gatto in offerta speciale.
Poi, proprio quando sei riuscito a farti piacere la musica ultra cafona che satura l’aria e le scarpe dorate delle persone attorno a te, e addirittura pensi che potresti fare colazione lì con un bel cornetto di plastica e nutella (e piantiamola di essere schizzinosi, santo cielo!), ecco, in quel momento senti una voce. La voce di un giovine babbo che indossa un piumino smanicato sopra il maglione nonostante i tredicimila gradi e jeans scoloriti da trecento euro inficcati dentro un paio di scarponcini scamosciati con i quali potrebbe scalare l’Everest.
“Ali… ali…”
Ali?
“Alison, vieni qui”.
E sul volto del frugoletto vestito di rosa da capo a piedi con tanto di accessori rosa e scarpette cromate vedi la paura, il terrore, il raccapriccio.
E capisci che dal film di George Romero non si può scappare.
#blackfriday

Nativi digitali

mugwump

“Mi spiace ma il file non si apre. Non possiamo fare niente”. (nativo digitale)
“La prego, provi ad aggiungere l’estensione”. (quarantenne)
“Cosa?” (nativo digitale)
“Ecco, guardi, così: j + p + g”. (quarantenne)
“Pazzesco, ma come hai fatto?” (nativo digitale)
“Ho usato la forza”. (quarantenne)
“Scusa?” (nativo digitale)
“No, niente, saggezza vulcaniana”. (quarantenne)
“Vulca… che?” (nativo digitale)
Segue rumore di sega elettrica.

Blowin’

dylan-zombi

Ma la volete smettere di protestare? Dico proprio a voi, sì, a te stellina ciabattante dell’indie, ricercatore del bla bla bla, blogger che tutto sai ma.
Non solo voi famigli insieme ai vostri mastri vampiri avete fatto della letteratura un insanguinato cilicio pieno di pus e scatarrate, ma state pure a pontificare sul grandissimo Bob Dylan.
A inorridirvi perché ha vinto il premio Nobel.
La faccia come il culo, avete. Come il culo.
Ma non ce lo avete invece un comodino pieno di racconti e romanzi? Ecco, bravi, se non ci avete mentito in tutti questi anni in cui avete cantato la canzone della “grande culturaaaaaaaah” adesso statevi zitti, muti, buoni buoni, silenziosi.
E finalmente leggeteli, ‘sti benedetti libri di cui parlate da anni senza mai dar prova di averli poi neanche sfogliati.