Bing – Il vademecum dei cartoni 2

bing

Eccoci arrivati alla seconda puntata del mio agile vademecum per chi si approccia alla genitorialità e sarà presto vittima di migliaia di ore di cartoni animati. Oggi parliamo del buon vecchio Bing. Ma attenzione, Bing non è il ricettatore del conte Oliver nelle avventure di Alan Ford e il gruppo T.N.T., lo dico per i nostalgici con i capelli bianchi che ancora giocano a fare i super giovani e la sera se ne vanno in giro a sbevazzare come se avessero vent’anni. No, signori, perché come ben sanno tutti i genitori, con i capelli bianchi o no, e in molti casi senza capelli, Bing è un cartone animato tratto dagli omonimi libri di Ted Dewan, che dal 2014 infesta le nostre televisioni. Dopo essere stato costretto dalla prole a vedere sempre le stesse puntate per circa trentasettemila volte, ho avuto un’illuminazione e il mondo e i suoi retroscena mi si sono svelati. Bing è una lancinante, allucinante e malinconica distopia in cui i genitori dei bambini sono stati sostituiti da bambole di pezza senzienti, prive di pollice opponibile e dotate di appendici palmate. Ma c’è dell’altro.

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Dottor Manhattan che tiene famiglia

Ora che lo avete visto tutti, qualcuno mi spiega perché il dottor Manhattan prima di essere [spoiler] non fa [spoiler] la [spoiler] del tipo che tiene il cannone risucchio-tachionico oltre alle [spoiler] di tutti gli altri brutti ceffi?

Ubbidisce alle leggi inesorabili del fato o alla necessità dello sceneggiatore di arrivare alla fine? Anche alla HBO, seppure posti di fronte ai misteri dell’infinito e allo spettacolo rapinoso della sincronia cosmica, rispondono “tengo famiglia”?

p.s.
forse sono io che non ho capito bene il finale e mi sono perso qualcosa, per cui nel caso: spiegatemi tutto, o saggi amici della Rete.

Le due culture e i buoni propositi per il 2020

A fine anno non mancano le liste di buoni propositi, cose su cose da fare, libri senza virgolette nei dialoghi e senza finale da leggere costi quel che costi, film asfissianti da vedere una volta per tutte, dischi assurdi ma very cool da ascoltare per colmare le lacune. La mia lista sarà però abbastanza semplice, proporrò un bivio di lettura; e poi ognuno sceglierà cosa leggere e dove andare. E se qualcuno si offenderà, pazienza, l’oceano è vasto. Continua a leggere

Fin qui tutto bene

Allora, riassumendo le ultime puntate così come ce le siamo raccontate dalle mie parti, le sardine cripto fasciste minano la democrazia difesa dai carabineros cileni mentre a Hong Kong potenze oscure complottano per okkupare l’università e una giornalista che scambiava le lanterne cinesi per UFO e ne scriveva sui quotidiani crede di meritare il Nobel e aderisce a un movimento di protesta contro l’editoria masson-globalista mentre Soros vuole sostituire gli ortigiani con sceicchi forniti di yacht alti tre piani che introdurranno la sharia nelle paninerie ambulanti e un guru del self help alla matalotta ci dice che in Sicilia consumiamo meno psicofarmaci perché siamo puri e santi. E infatti abbiamo le visioni.
Da Siracusa per oggi è tutto. Da voi come butta?

Il vademecum dei cartoni – 1

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Ecco un agile vademecum per chi si approccia alla genitorialità e sarà presto vittima di migliaia di ore di cartoni animati.
Zig & Sharko: capolavoro assoluto.
44 gatti: male assoluto.
Ladybug: un cartone un perché grande così, intrigante come una granita al tamarindo senza tamarindo.
Paw Patrol: piace solo ai figli dei Vogon.
Alvin: se siete masochisti.
Masha e Orso: stacce!!
PJ Masks: vedrai ogni puntata sperando che muoiano tra indicibili sofferenze.
Molang: psichedelico.
Winx: ma è uno spin-off di Hellraiser?
Daniel Tiger: non me la conta giusta, da grande spaccia.
Bing: distopia crepuscolare in cui i bimbi vivono da soli con un doudou parlante.
Peppa pig: quando va in onda Peppa nessuno può sentirti urlare.
Pocoyo: viaggio allucinante, fratelli marziani top!
Simone: molto bello, ma in una puntata traducono doudou con “fazzoletto”, doppiatori sovranisti.
Curioso come George: nel lungometraggio era una scimmietta normal-tenerissima, nella serie TV sa guidare la astronavi, boh…
Floopaloo: se hai sprecato tredici ore della tua vita per The Defenders della Marvel non lamentarti adesso per Floopaloo.
Topo Tip: 666!!1!!!!11!!
Trulli tales: superata l’incredulità, lo seguirai con trasporto, sospinto dalla fede per la focaccia.
Teen Titans go: yeah.
Shaun vita da pecora: più figo e sorprendente del 90% del cinema d’autore che i sensi di colpa ti hanno obbligato a subire per una vita simulando rapimento estetico.
Siamo solo orsi: top del top del top!
Pingu: the king!!

Il dottor Thomas non è in sede

il dottor thomas
Il dottor Thomas non è in sede.
Arriva una sanzione per tasse non pagate, la leggo e senza essere laureato in balzelli & tributi mi accorgo che è clamorosamente sbagliata.
Qui comincia l’odissea.
Faccio una fila allo sportello e mi dicono che è vero, è un errore, ma per risolvere devo provare con il sottoufficio xy.
Al sottoufficio xy concludono che è vero, è un errore, e fanno un summit coinvolgendo anche amici e parenti, poi mi dirottano da un’altra parte e faccio un’altra fila all’ufficio xy2.
Dopo un po’ di file agli sportelli, la conclusione è sempre la stessa: è vero, è un errore, ma un errore burocratico quasi metafisico per la cui soluzione ci vorrebbero Aleister Crowley, Turing, Champollion e Van Helsing. Continua a leggere

Cinque libri importanti che tutti dicono di conoscere, ma che nessuno è riuscito a finire evitando sofferenze inenarrabili

post non so che

Ci sono libri belli, libri bellini e libri bellissimi, libri commoventi, libri appassionanti, libri istruttivi, libri illuminanti, libri brutti, libri bruttini e libri bruttissimi. E poi ci sono i libri “importanti”, quelli che dobbiamo leggere per non fare la figura dei fessi e dobbiamo pure farci piacere. Ma siccome farsi piacere qualcosa per forza può essere complicato, meglio dire che quel qualcosa è “importante”. Cioè, lo sappiamo benissimo che dire “è un libro importante” è come quando diciamo di qualcuno “è un tipo”, ma così è la vita. È una cosa fatta di apericene, film d’autore e libri così illeggibili che al solo pensiero ci si ghiaccia il sangue nelle vene, perché ciò che conta è preservare le apparenze e arrendersi al masochismo culturale. Ecco cinque libri importanti, veramente importanti, cinque opere-cilicio che tutti dicono di conoscere, ma che secondo me quasi nessuno è riuscito a finire evitando sofferenze inenarrabili. Continua a leggere