A B e C mon amour

Frigorifero-Mon-Amour_cover

Attenzione, lo sappiamo tutti che: a) la comicità in letteratura è vista come sinonimo di bruttura, nefandezza, nequizia, alito cattivo, calzette sporche, lato oscuro della forza e soprattutto disimpegno, sia nei sopra citati ambienti raffinati sia in quelli frequentati da tardoadolescenti barricaderi; b) se vuoi spaccare nel mondo delle belle lettere devi trovare o un irrisolvibile, atavico problema sociale o un lancinante problema personale che puzzi di vita vissuta lontano un miglio e poi scriverci su in prima persona con cuore palpitante oppure ancora mischiare le due cose; c) infine, sappiamo pure che l’unica alternativa pensabile e praticabile a quella di indossare il cilicio, in Italia, è scrivere un giallo. E così parte subito la crisi depressiva acuta e mortale. Ma poco prima di ululare alla luna, passarmi un dito d’olio motore sotto gli occhi come in Commando e legarmi al collo un sasso di cinquanta chili per poi buttarmi nel fiume Anapo con una copia di Comma 22 di Joseph Heller sotto il braccio, mi rendo conto che non ne vale la pena. L’adolescenza è finita da un pezzo. E con essa tutte le infinite, deprimenti, ridicole discussioni su cosa sia più o meno degno dell’aggettivo “letterario”.

p.s. e se volete saperne di più, leggete pure l’articolo integrale su senzaudio.

 

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Ogni mattina in Italia…

(c) Andrea Pazienza

Ogni mattina in Italia Di Maio si sveglia e sa che dovrà spararla più grossa di Salvini se non vorrà essere divorato dalla Lega. Ogni mattina in Italia Salvini si sveglia e sa che dovrà spararla più grossa di Di Maio se vorrà fagocitare il M5s. In Italia non importa che tu sia Di Maio o Salvini, l’importante è spararla grossa.

Cronachette locali di ordinaria mestizia

Zombie _Romero

Da quando il cattivismo carognista è stato sdoganato, per non parlare di quando, pochi giorni fa, questa piccola cittadina aretusea è stata sotto i riflettori per il caso della Sea Wartch, vedo non pochi siracusani giurare amore eterno alla destra sociale e sbeffeggiare sarcasticamente i radical chic dall’alto dei loro macchinoni da cinquantamila euro. Sono gli stessi che si fanno raccomandare per il pediatra e per la miglior sezione del liceo classico. Sono gli stessi che infamano il mondo delle associazioni, ma che in verità non hanno mai spinto il loro naso nei quartieri “a rischio”, eccezion fatta – in gioventù – che per cercare sballo a buon mercato. Sono gli stessi che “prima gli italiani”, ma che nessuno ha mai visto in via Algeri, a cercare di dare una mano. Sono quelli che non sono razzista ma… mai farebbero frequentare ai loro pargoli i ragazzi della Mazzarrona. Sono quelli che hanno sempre avuto una corsia preferenziale in questa piccola città, ma rifiutano di tendere una mano a chi sta male.

L’omo ha da puzza’ e lo scrittore ha da soffri’

(c) Basil Wolverton

L’omo ha da puzza’ e lo scrittore ha da soffri’. O almento questo è quello che mi sembra di capire dando un occhio al mercato italiano e al mondo delle belle lettere: si parla solo di romanzi “soffertoni” come nemmeno i film della DC comics, spesso scritti in prima persona, dall’andamento diaristico e in prosa poetica, che parlano di sofferenze, bilanci esistenziali, struggimenti, tribolazioni e patimenti.
Tutto molto bello, tutto alla moda, tutto figo, poi però non chiediamoci perché nonostante le recensioni con gli effetti speciali questi libri non vendano una cippa.

 

BUFU 2019

reading nella laguna nera

La boria, il sovranismo, instagram, il tatuaggio, l’antivaccinismo, la dispepsia,
io credo che a questo mondo esista solo una grande chiesa
che passa da fabiovolo e arriva fino a Sfera
passando da Donald Trump e tutta quella bumba in periferia
che va avanti nonostante i poteri forti della consorteria
Io penso P O S I T I V O

Buon 2019 BUFU a tutti.