Decisione drastica: crisi di governo intera

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Con astuta mossa padronale, l’Unione Europea fece sedere Salvini e Di Maio al tavolo dei poteri forti.

“Ma che fa, Salvini, non beve?”

Cinque calici smaltati di mojito alla sua destra, cinque calici smaltati di mojito alla sua sinistra, Salvini era indeciso e li fece fuori tutti.

“Come sto andando?”, chiese a Conte.

“Male, per Dio, male”.

“Le presento l’ambasciatore di Germania”, ma Salvini era già al nono mojito.

“Heil Hitler!!”

E poi venne servita la crisi di governo.

La cosa più difficile in natura.

Di Maio fece scivolare la crisi nelle pieghe della piattaforma Rousseau.

“L’ha già finita?”

“L’ho divorata”, rispose compiaciuto.

Salvini, invece, decisione drastica. Crisi di governo intera.

Colori di Salvini: rosso, rosso pompeiano, arancio aragosta, viola, viola addobbo funebre, abbronzatura di Di Maio…

All’abbronzatura di Di Maio, Salvini entrò in crisi mistica, baciò un rosario ed ebbe bisogno di un Malox.

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Il dream team

fungo atomico

Il dream team: Donald Trump; Vladimir Putin; Jair Bolsonaro; Boris Johnson; Marine Le Pen; Kim Jong-un; Viktor Orbán; Jarosław Kaczyński; Matteo Salvini; Nigel Farage; Rodrigo Duterte.
Allenatore: Sheev Palpatine

Spaccato popolare

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Spaccato popolare aretuseo: un signore in pinocchietti, canotta con serigrafia di Salvini e zoccoli esce da una sala scommesse, la sigaretta tra i denti, e scruta l’orizzonte; poi dice “maletetto sintako, ci stanno facento morire e ci rubbbano il lavoro”, butta la cicca sul marciapiede, straccia la “bolletta” perdente con cui ha dilapidato il suo reddito di cittadinanza, butta per terra anche la ricevuta della scommessa, sale sulla moto senza casco e assicurazione e strombazzando va incontro al ventunesimo secolo.

Fine della storia, Giovanni Verga 2.0.

Il libro indie in dieci punti – manifesto per un’estate di letture prive di sensi di colpa

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Che caldo, che sole, spariamoci una granita, ragazzi, e anche il buon vecchio manifesto per un’estate di letture prive di sensi di colpa (che era già uscito tempo fa su Senzaudio):

Il libro indie è alla moda, non è importante leggerlo o leggerlo tutto, ma sfoggiarlo.

Il libro indie rifiuta le virgolette dei dialoghi, che fanno troppo “libro di genere”, e pazienza se così facendo a volte non si capisce un cacchio di quello che stiamo leggendo.

Il libro indie può essere molte cose, un concept, un must, uno status, un cilicio, molto difficilmente però è un romanzo con un inizio, uno svolgimento e una fine.

Il libro indie, anzi, se ha un finale non è più indie.

Il libro indie a volte il finale te lo rivela a metà.

Il libro indie può essere scritto in prima, seconda, quarta, quinta, sesta, settima, decima, trentesima persona, non ha importanza, basta che non sia scritto in terza persona, che fa così cheap.

Il libro indie è intimo, urgente, necessario. Come un pannolone.

Il libro indie spesso è un libro “de problemi” che vuole salvare il mondo e redimerci tutti.

Il libro indie non è divertente, perché divertirsi con un libro è out.

Il libro indie infine è transustanziale: quando il suo autore diventa famoso e pubblica con una grande casa editrice, all’improvviso i suoi libri – anche se il contenuto è rimasto lo stesso – non sono più indie.

Il siculo

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A differenza di quelli che in questi giorni hanno compianto il caro maestro senza aver mai letto un suo libro e di quelli che – come temo – hanno millantato amicizie-legami-aneddoti e chissà cos’altro; e a differenza di quelli che senza nemmeno far evaporare un sacrosanto cordoglio si sono sentiti in dovere di rivelarci quanto odiassero i suoi romanzi; a differenza di molta gente, quindi, con cui qualcuno di noi non vorrebbe rimanere bloccato in ascensore o dover bere una birra, volevo dirvi che Andrea Camilleri l’ho conosciuto per davvero, ma ho preferito aspettare qualche giorno prima di provarci con il mio “addio, maestro”. Continua a leggere

Santi, poeti e commissari tecnici

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Ci siamo, oggi è ufficialmente uscito il mio nuovo libro: Santi, poeti e commissari tecnici, pubblicato da Miraggi Edizioni.
Si tratta di una raccolta di racconti a cui ho lavorato piano piano, a poco a poco, in questi anni, un pezzo alla volta. Uno di loro, Perché no, è il primo racconto che ho scritto nella mia vita, circa totmila millenni fa, ed è già stato pubblicato in una sua versione precedente, e molto traballante & discutibile, non ci dormivo la notte. Da allora l’ho riscritto non so quante volte, fino a diventarci scemo. La storia è rimasta la stessa, ma sono riuscito a limarla come avrei sempre voluto. Poi c’è la novella che dà il titolo all’opera: Santi, poeti e commissari tecnici. Una storia lunga, con molti personaggi che fanno un sacco di stronzate, essenzialmente, e che girano tutti attorno a una stella, troppo buona e colma di grazia per l’umanità idiota che la circonda. È la storia a cui tengo di più. Ve la consiglio se vi piacciono gli animali, i gol strambi e le cose che un po’ fanno ridere e un po’ no. Se vogliamo per forza trovarci un genere, chiamiamolo spaghetti-fantasy.
Poi ci sono altre storie, storie di ragazzi perduti, di gente che vorrebbe fare pace con il passato, salvare qualche sogno, accendere una stella.
In tutto il libro c’è questo fantasma, cioè un pallone da calcio, che ci segue fino alle ultime pagine con tutto il carico di desideri mostruosamente sbavati che si può portare appresso questo sport. Il calcio è diventato la vera religione degli italiani, o forse del mondo intero, abbiamo tutti fede in un gagliardetto. Ma anche se andiamo allo stadio come i pellegrini vanno a Lourdes, molto difficilmente una partita di coppa potrà ripulirci dei nostri peccati.
Se pure voi vi siete stufati delle retorica aziendalist-ottimista che circonda il mondo del calcio proteggendolo dal pensiero critico, del campanilismo razzista e strapaesan-nazionalista di certe tifoserie esaltate, dei calciatori semi-analfabeti ma social maître à penser, vi dedico la mia opera e vi abbracio idealmente. Da oggi mi sento un po’ meno solo nel cosmo.
Grazie a tutti per avermi seguito fin qui e grazie a tutti quelli che vorranno leggere Santi, poeti e commissari tecnici.

A giugno esce

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Ci siamo (quasi). Se lo chiedevano tutti, la gente non aveva pace, le patrie lettere fremevano, un rovello che ha arrovellato i più per mesi: ma quando esce il tuo nuovo libro? A giugno esce.
Santi, poeti e commissari tecnici, pubblicato da Miraggi edizioni.
Genere: spaghetti-fantasy.
Sottogenere: racconti che fanno battere forte il corazon.
100% free autofiction.
Avvertenze: se amate il calcio potrebbe piacervi, ma se lo odiate potrebbe essere il libro della vostra vita, o quanto meno dell’estate.