Santi, poeti e commissari tecnici

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Ci siamo, oggi è ufficialmente uscito il mio nuovo libro: Santi, poeti e commissari tecnici, pubblicato da Miraggi Edizioni.
Si tratta di una raccolta di racconti a cui ho lavorato piano piano, a poco a poco, in questi anni, un pezzo alla volta. Uno di loro, Perché no, è il primo racconto che ho scritto nella mia vita, circa totmila millenni fa, ed è già stato pubblicato in una sua versione precedente, e molto traballante & discutibile, non ci dormivo la notte. Da allora l’ho riscritto non so quante volte, fino a diventarci scemo. La storia è rimasta la stessa, ma sono riuscito a limarla come avrei sempre voluto. Poi c’è la novella che dà il titolo all’opera: Santi, poeti e commissari tecnici. Una storia lunga, con molti personaggi che fanno un sacco di stronzate, essenzialmente, e che girano tutti attorno a una stella, troppo buona e colma di grazia per l’umanità idiota che la circonda. È la storia a cui tengo di più. Ve la consiglio se vi piacciono gli animali, i gol strambi e le cose che un po’ fanno ridere e un po’ no. Se vogliamo per forza trovarci un genere, chiamiamolo spaghetti-fantasy.
Poi ci sono altre storie, storie di ragazzi perduti, di gente che vorrebbe fare pace con il passato, salvare qualche sogno, accendere una stella.
In tutto il libro c’è questo fantasma, cioè un pallone da calcio, che ci segue fino alle ultime pagine con tutto il carico di desideri mostruosamente sbavati che si può portare appresso questo sport. Il calcio è diventato la vera religione degli italiani, o forse del mondo intero, abbiamo tutti fede in un gagliardetto. Ma anche se andiamo allo stadio come i pellegrini vanno a Lourdes, molto difficilmente una partita di coppa potrà ripulirci dei nostri peccati.
Se pure voi vi siete stufati delle retorica aziendalist-ottimista che circonda il mondo del calcio proteggendolo dal pensiero critico, del campanilismo razzista e strapaesan-nazionalista di certe tifoserie esaltate, dei calciatori semi-analfabeti ma social maître à penser, vi dedico la mia opera e vi abbracio idealmente. Da oggi mi sento un po’ meno solo nel cosmo.
Grazie a tutti per avermi seguito fin qui e grazie a tutti quelli che vorranno leggere Santi, poeti e commissari tecnici.

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A giugno esce

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Ci siamo (quasi). Se lo chiedevano tutti, la gente non aveva pace, le patrie lettere fremevano, un rovello che ha arrovellato i più per mesi: ma quando esce il tuo nuovo libro? A giugno esce.
Santi, poeti e commissari tecnici, pubblicato da Miraggi edizioni.
Genere: spaghetti-fantasy.
Sottogenere: racconti che fanno battere forte il corazon.
100% free autofiction.
Avvertenze: se amate il calcio potrebbe piacervi, ma se lo odiate potrebbe essere il libro della vostra vita, o quanto meno dell’estate.

Pace, amore e…

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Sono per la pace e per l’amore universali, ma se sei uno di quelli a cui è piaciuto l’ultimo, imbarazzante, stupidissimo, narcisistico coso di Lars Von Fuffa e poi pensi che Endgame sia “la solita americanata”, ecco, sì… il pianeta è grande abbastanza per ospitare ogni sorta di minchiata, ma non lo so se vorrei rimanere bloccato in ascensore con te.

 

Al di là delle parole

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“L’esilio dalla natura, associato alla modernità, un esilio autoimposto, sembra aver deteriorato un’antica capacità umana di riconoscere la presenza della mente in altri animali. Eppure, può sembrare che gli altri animali riconoscano invece la mente degli umani”, questo ci racconta Carl Safina in Al di là delle parole.
Al contrario la capacità di riconoscerli come cibo o come oggetti non è mai venuta meno, per lo meno dalle mie parti. Perché si vede lontano un miglio che quando diciamo di amare gli animali in realtà stiamo pensando al nostro panino al prosciutto. Il cammino verso la liberazione degli animali penso sia ancora molto lungo, ma potremo farci compagnia durante il viaggio con Al di là delle parole, il libro più bello, più wow, più commovente, più esaltante, più appassionante, più letterariamente scientifico e scientificamente letterario che abbia letto negli ultimi anni.

 

A B e C mon amour

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Attenzione, lo sappiamo tutti che: a) la comicità in letteratura è vista come sinonimo di bruttura, nefandezza, nequizia, alito cattivo, calzette sporche, lato oscuro della forza e soprattutto disimpegno, sia nei sopra citati ambienti raffinati sia in quelli frequentati da tardoadolescenti barricaderi; b) se vuoi spaccare nel mondo delle belle lettere devi trovare o un irrisolvibile, atavico problema sociale o un lancinante problema personale che puzzi di vita vissuta lontano un miglio e poi scriverci su in prima persona con cuore palpitante oppure ancora mischiare le due cose; c) infine, sappiamo pure che l’unica alternativa pensabile e praticabile a quella di indossare il cilicio, in Italia, è scrivere un giallo. E così parte subito la crisi depressiva acuta e mortale. Ma poco prima di ululare alla luna, passarmi un dito d’olio motore sotto gli occhi come in Commando e legarmi al collo un sasso di cinquanta chili per poi buttarmi nel fiume Anapo con una copia di Comma 22 di Joseph Heller sotto il braccio, mi rendo conto che non ne vale la pena. L’adolescenza è finita da un pezzo. E con essa tutte le infinite, deprimenti, ridicole discussioni su cosa sia più o meno degno dell’aggettivo “letterario”.

p.s. e se volete saperne di più, leggete pure l’articolo integrale su senzaudio.

 

Ogni mattina in Italia…

(c) Andrea Pazienza

Ogni mattina in Italia Di Maio si sveglia e sa che dovrà spararla più grossa di Salvini se non vorrà essere divorato dalla Lega. Ogni mattina in Italia Salvini si sveglia e sa che dovrà spararla più grossa di Di Maio se vorrà fagocitare il M5s. In Italia non importa che tu sia Di Maio o Salvini, l’importante è spararla grossa.