Pace, amore e…

thanos

Sono per la pace e per l’amore universali, ma se sei uno di quelli a cui è piaciuto l’ultimo, imbarazzante, stupidissimo, narcisistico coso di Lars Von Fuffa e poi pensi che Endgame sia “la solita americanata”, ecco, sì… il pianeta è grande abbastanza per ospitare ogni sorta di minchiata, ma non lo so se vorrei rimanere bloccato in ascensore con te.

 

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Il mondo si divide tra…

zombi lucio fulci

Il mondo si divide tra quelli che quando beccano un pezzo pazzesco lo sentono tutto prima di scendere dalla macchina e quelli che ormai non sanno nemmeno che cazzo di musica stanno ascoltando.

Al di là delle parole

al di là delle parole

“L’esilio dalla natura, associato alla modernità, un esilio autoimposto, sembra aver deteriorato un’antica capacità umana di riconoscere la presenza della mente in altri animali. Eppure, può sembrare che gli altri animali riconoscano invece la mente degli umani”, questo ci racconta Carl Safina in Al di là delle parole.
Al contrario la capacità di riconoscerli come cibo o come oggetti non è mai venuta meno, per lo meno dalle mie parti. Perché si vede lontano un miglio che quando diciamo di amare gli animali in realtà stiamo pensando al nostro panino al prosciutto. Il cammino verso la liberazione degli animali penso sia ancora molto lungo, ma potremo farci compagnia durante il viaggio con Al di là delle parole, il libro più bello, più wow, più commovente, più esaltante, più appassionante, più letterariamente scientifico e scientificamente letterario che abbia letto negli ultimi anni.

 

A B e C mon amour

Frigorifero-Mon-Amour_cover

Attenzione, lo sappiamo tutti che: a) la comicità in letteratura è vista come sinonimo di bruttura, nefandezza, nequizia, alito cattivo, calzette sporche, lato oscuro della forza e soprattutto disimpegno, sia nei sopra citati ambienti raffinati sia in quelli frequentati da tardoadolescenti barricaderi; b) se vuoi spaccare nel mondo delle belle lettere devi trovare o un irrisolvibile, atavico problema sociale o un lancinante problema personale che puzzi di vita vissuta lontano un miglio e poi scriverci su in prima persona con cuore palpitante oppure ancora mischiare le due cose; c) infine, sappiamo pure che l’unica alternativa pensabile e praticabile a quella di indossare il cilicio, in Italia, è scrivere un giallo. E così parte subito la crisi depressiva acuta e mortale. Ma poco prima di ululare alla luna, passarmi un dito d’olio motore sotto gli occhi come in Commando e legarmi al collo un sasso di cinquanta chili per poi buttarmi nel fiume Anapo con una copia di Comma 22 di Joseph Heller sotto il braccio, mi rendo conto che non ne vale la pena. L’adolescenza è finita da un pezzo. E con essa tutte le infinite, deprimenti, ridicole discussioni su cosa sia più o meno degno dell’aggettivo “letterario”.

p.s. e se volete saperne di più, leggete pure l’articolo integrale su senzaudio.

 

Ogni mattina in Italia…

(c) Andrea Pazienza

Ogni mattina in Italia Di Maio si sveglia e sa che dovrà spararla più grossa di Salvini se non vorrà essere divorato dalla Lega. Ogni mattina in Italia Salvini si sveglia e sa che dovrà spararla più grossa di Di Maio se vorrà fagocitare il M5s. In Italia non importa che tu sia Di Maio o Salvini, l’importante è spararla grossa.

Cronachette locali di ordinaria mestizia

Zombie _Romero

Da quando il cattivismo carognista è stato sdoganato, per non parlare di quando, pochi giorni fa, questa piccola cittadina aretusea è stata sotto i riflettori per il caso della Sea Wartch, vedo non pochi siracusani giurare amore eterno alla destra sociale e sbeffeggiare sarcasticamente i radical chic dall’alto dei loro macchinoni da cinquantamila euro. Sono gli stessi che si fanno raccomandare per il pediatra e per la miglior sezione del liceo classico. Sono gli stessi che infamano il mondo delle associazioni, ma che in verità non hanno mai spinto il loro naso nei quartieri “a rischio”, eccezion fatta – in gioventù – che per cercare sballo a buon mercato. Sono gli stessi che “prima gli italiani”, ma che nessuno ha mai visto in via Algeri, a cercare di dare una mano. Sono quelli che non sono razzista ma… mai farebbero frequentare ai loro pargoli i ragazzi della Mazzarrona. Sono quelli che hanno sempre avuto una corsia preferenziale in questa piccola città, ma rifiutano di tendere una mano a chi sta male.