Il mistero dei libri prestati

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Dopo il mistero dell’alchimista perduto, Il segreto ritrovato, Il giardino dei mille segreti, Il segreto del fuoco perduto e ritrovato, Il segreto del segreto eccetera eccetera eccetera, ecco il nuovo, vero bestseller mondiale: Il mistero dei libri prestati. Cui seguiranno La mappa segreta dei libri prestati e Il ritorno del libro dimenticato.

 

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Uomini che odiano i racconti

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Enrico Remmert ha scritto Rossenotti, La ballata delle canaglie, Strade bianche, tre romanzi pubblicati da Marsilio. Un autore maturo, baciato dal successo, tradotto all’estero, di tutto rispetto. E poi, però, cosa ci combina il Remmert? Ci casca anche lui e ci propina La guerra dei murazzi, nientemeno che una raccolta di… di racconti. Sissignore! Immaginiamo già la faccia del suo editore una volta avuta la notizia. E quella del distributore. Per non parlare di quelle dei librai e per ultime quelle dei lettori, sospese tra l’incredulità e il furore che le invade ogni qual volta un libraio che non sa fare il suo mestiere osa proporre una raccolta. Ma come osano questi mattoidi? Non hanno capito che scrivere racconti oggidì è un suicidio? Figuriamoci cercare di venderli, non parliamo nemmeno di provare a leggerli. Guardiamoci in giro e ammettiamolo, amici, chi legge ancora racconti nel 2017? Giusto qualche disadattato, qualche nostalgico utopista con la bandiera rossa, i capelli lunghi e l’infradito anche d’inverno, convinto che un mondo diverso è possibile. Tutta roba passata, finita, centrifugata e digerita dal Grande Generatore di Luoghi Comuni che informa usi e costumi del XXI secolo. Pensate forse che io stia pazziando? Che sia un provincialotto in vena di facezie? Riponete pure sul vostro comodino di design la raccolta di racconti ultrapostmegamoderni senza finale scritti in centoquindicesima persona con cui vi state gingillando e fatevi un giro per fiere e librerie. Sono sicuro che vi ricrederete. Gli uomini che odiano i racconti sono tanti, tantissimi, probabilmente la maggioranza di quella minoranza di gianfanniente che, ogni tanto, si ostina a leggere qualcosa.

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