Lo slack dei cinquanta libri (di fantascienza)

“Per un viaggio – breve o lungo che sia non importa – ciò che importa non è lo spazzolino. A meno che la meta sia un posto dove gli spazzolini non sono ancora stati inventati. Quello che conta è un bel libro di fantascienza nella valigia. Più o meno funziona così, due ore prima di partire butto dentro la roba con la vanga, mi siedo sulla valigia e come extrema ratio ci salto su. Nessuno giurerebbe che l’immenso monolito si potrà richiudere su se stesso con al suo interno il novanta per cento circa degli oggetti contenuti nella mia abitazione. Ma nel momento in cui dopo uno sforzo disumano riesco nell’impresa, terrificante è il sospetto che la valigia sia scappata da un laboratorio supersegreto. Che essa violi le leggi fisiche attualmente in vigore, che sia una specie di buco nero: l’orizzonte degli eventi che risucchierà la mie calze spedendole in una camera d’albergo dall’altro lato della galassia. Di lì a un secondo la parete del soggiorno si aprirà e la soldataglia della compagnia Uss Enterprise requisirà i bagagli per condurvi bizzarri esperimenti. Non rivedrò più la maglietta di Yoda che avrei voluto sfoggiare sotto la giacca durante il matrimonio del mio amico di penna. Per non parlare poi di certi piccoli, eleganti e tetragoni trolley. Insondabile scoperta e per molti cupo mistero è la capacità – posseduta da alcuni umanoidi geneticamente modificati – di affrontare interi fine settimana danzanti con una valigia che pesa due-trecento grammi, contenente solo sparuti capi di biancheria intima. Che ci sia sotto qualcosa, è ovvio.

Oscillando da sempre tra i due poli, la valigia ingoia-armadi e quella respingi-armadi, ho concluso che esse in realtà sono opere dell’ingegno, nello specifico del genere fantascientifico. Ebbene sì, le mie valigie sono libri di fantascienza. In alcuni frangenti, in specie se trattasi di crociere organizzate, declinabile sotto la variante detta space opera; in altri, last minute, alla luce del più moderno sottogenere noto come cyberpunk. Quest’assioma invincibile, che fa di valigie e beauty case puri oggetti di fantasia provenienti da un’altra dimensione, non è stato mai dimostrato da scienziati, stilisti, artisti, filosofi e semplici uomini della strada. Ma siccome la solitudine non ha mai spaventato profeti, condottieri e fondatori di nuove religioni, figuriamoci se può spaventare me, che non sono un profeta, che credo a malapena nello slack del subgenio e non ho mai conosciuto Alessandro Magno o Erlic di Melniboné. Insomma, nei miei bagagli c’è sempre dentro di tutto, o non c’è dentro niente, di sicuro non c’è mai una cosa utile. Quello che puoi trovare là dentro, tutt’al più, è qualche libro. Perché a essere proprio onesto onesto onesto, c’è da dire che io non viaggio tantissimo; che di persone come me il comparto turistico si fa beffe nei momenti di espansione, per giungere all’odio nei momenti di crisi; che nemmeno l’ultimissimo giro dell’infinita ruota cosmica delle probabilità riservatomi prima del big crunch potrà essere un viaggio d’affari; che il pensiero di salire su di un aereo mi regala molta più angoscia di quella che proverebbe un dottor McCoy teleportato per celia da un signor Scotty ubriaco nel ponte di una nave klingon. Insomma, signori, non viaggio proprio mai e a natale e d’estate, ogni anno, ho messo in valigia i libri che avrei letto durante i viaggi che non avrei mai fatto. Non che me la passi malissimo, anzi, ma come cittadino del mondo ho molti meno punti rispetto alla green card di Trantor.

È stato così che la mia vuota, seminuova, inutilizzata valigia con il tempo è diventata una libreria. Di soli romanzi di fantascienza, ça va sans dire.

Nota: Colapesce è un amico, ed è uno di quelli che con le sue canzoni stupende “rende il declino meno schifoso”. Questo racconto (che trovate anche qua) l’ho scritto dopo aver visto la valigia di Colapesce nel video di S’illumina.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...