La verità – vi prego – sull’editoria a pagamento

Sbattei le palpebre: “Casa delle vanità?”
“Quando uno scrive un libro schifoso che nessuno vuole”, spiegò lei, “si rivolge a una casa delle vanità, che gli tira fuori tutti i quattrini che può spremergli. Una volta avevo un’amica, che ha scritto un racconto di vita vissuta sulle spogliarelliste. Il libro era intitolato La vergogna della carne, e la mia amica ha scucito seimilacinquecento dollari per farlo pubblicare”.

Donald E. Westlake, Un bidone di guai, God save the mark (1967), trad. di Laura Grimaldi, Giallo Mondadori – classici n. 1314, pag. 40.

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