Star Trek, rotta verso le urne

“Signor Scott, armare i siluri!”

“Kirk a Enterprise, ma dov’eravate finiti?”
“Qui Enterprise. Capitano, abbiamo avuto un contatto con i Borg.”
“Avete riportato danni?”
“Hanno bruciato le fialette dei vaccini di McCoy e ci hanno fatto spegnere i comunicatori, poi all’improvviso sono andati a… a un meet-up”.
“Un…?”
“E da allora continuano ad arrivare strani messaggi dalla federazione, un nuovo codice basato sulle cappa e i punti esclamativi. Il signor Spock e il tenente Uhura ci stanno lavorando da dieci ore”.
“Passami Spock, subito”.
“Capitano”.
“Allora, Spock, questi messaggi?”
“Ne abbiamo tradotto uno”.
“E che dice?”
“La Federazione stellare ci informa che l’iridio inquina l’iperspazio e che l’Enterprise sarà rottamata e sostituita da un’astronave a vele solari”.
“A vele cosa?”
“Ehm… solari. Qual è lo stato della missione sul pianeta, capitano?”
“Sono sbarcati di nuovo i Romulani, e hanno messo le urne a ferro e fuoco”.
“Gli indigeni sapro-bersanoidi hanno reagito?”
“Negativo. Si sono come lasciati morire uno dopo l’altro. Sembrava un rituale, forse di matrice religiosa”.
“Interessante”.
“Ma che interessante e interessante, tu ti stai a rincoglioni’, qua è un macello! Passami Scott”.
“Capitano”.
“Portaci subito su, e poi…”
“E poi, capitano?”
“Nuclearizzali tutti, Scott”.

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