Parole sante

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Mai stato bravo a dare consigli. Inaffidabile nei consigli di ordine esistenziale, mai richiesto – ho amici saggi – per quelli relativi ad abbigliamento e acconciature, figuriamoci in quelli letterari. Mi piace pensare che ognuno legge quel che gli pare come gli pare e con sua somma delizia, in libertà. Che viviamo in un mondo meraviglioso dove entri in libreria e hai a disposizione lo scibile umano e soprattutto i libri più fighi e appassionanti, o direttamente sul bancone o per via d’un comodo ordine. Mi piacciono le favole, insomma. E proprio per questo voglio sbilanciarmi. Parole sante di Eva Clesis è un romanzone che ti incolla alle sue pagine con il bostik. Passano le ore, ma non riesci a smettere prima di scoprire come finirà la storia della famiglia Magnano, della mistica vedova mezza matta e del figlio sciancato che affoga nella sfiga ma cerca in qualche modo di salvarsi; la storia di quel disgraziato d’un parroco, poco pio e assai complottaro; e la ricerca della felicità di Viorica, la domestica dell’Est. Un quadro cupo, che sia grottesco o realistico fate voi, con qualche squarcio di umorismo e qualche spruzzata di luce di tra le nuvole che coprono la cittadina immaginaria di Comasia. Ottimi i dialoghi, ben sviluppata la trama, precisi e perfetti i personaggi e l’ambientazione, Parole sante se fosse un compito prenderebbe dieci. Ma siccome Eva Clesis ha fatto ben più del solito compitino che a volte vien scambiato per romanzo, a Parole sante metto dieci e lode. Buona lettura a tutti.

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