Cosa leggono i supereroi

I vendicatori disegnati dal mitico Jack Kirby

Qualche tempo fa, sulle “pagine” di SenzaZucchero, il blog di Del Vecchio Editore, è apparso un mio pezzo che affronta e risolve alcuni laceranti problemi che obnubilano la contemporaneità. Questioni se possibile più pressanti del celebre enigma “è più forte Hulk o la Cosa”. Ecco a voi, cari amici che di sicuro state già fibrillando senza riuscire a tenere a bada la curiosità, il mio breve raccontino-ino-ino-ino. Buona lettura.

Ma cosa leggono i supereroi?

“Alla gente non interessa più leggere”.
Così rispondeva, nelle pagine della serie Marvel “X Statix”, il borioso Tike Alicar a Myles, suo compagno d’avventure nonché giovine licantropo con velleità letterarie. Era il 2004, di lì a qualche mese Tike avrebbe tirato le cuoia crivellato da una mitragliata e noi diIl borioso Tyke Alicareci anni dopo ci ritroviamo ancora e sempre a discutere di letteratura. Quest’oggetto misterioso che fa parlare di sé solo per piangere la sua scomparsa, la lenta agonia. L’età dell’oro è finita, amici. Quell’epoca dove i capolavori maturavano sugli alberi, sull’autobus il controllore invece di chiedere il biglietto esigeva un parere approfondito su L’urlo e il furore di Faulkner e nelle edicole del regno oltre alle VHS zozze potevi trovare Il ritorno del cavaliere oscuro di Frank Miller. Eh sì, perché non so voi, però io durante la mia età dell’oro leggevo fumetti. Un sacco di fumetti. Pure troppi fumetti. Ma i personaggi dei fumetti, i supereroi, questi bellimbusti in calzamaglia, nel tempo libero dalle attenzioni di noi devoti fan, quando insomma staccavamo e stacchiamo gli occhi dagli albi, che cosa fanno? Leggono? Anche loro? Come tutti, come il signor Rossi? Me lo sono chiesto nei momenti in cui proprio il tempo libero diventa la iattura che solo la disoccupazione più nera può assicurare. In effetti quella è gente con problemi esistenziali grossi così. Terreno fertile perché le belle lettere possano attecchire.

Marcel Proust in un disegno di...Pensiamo a Hulk, a Bruce Banner, l’emaciato scienziato esperto di raggi gamma. Sembra perfetto per Proust. Ma la sua madeleine (a forma di fungo atomico) ha il potere di trasformarlo in un bestione sempre smanioso di menare la mani. E Reed Richards, mister Fantastic, l’uomo gomma dei Fantastici Quattro? Lo vedo nascondere sotto una pila di saggi sulla trentaduesima dimensione la sua vecchia, cara copia di Pinocchio. Il nostro Reed bugie ne ha dette non poche, basti pensare a quella volta in cui scagliò nello spazio, con l’inganno, lo stesso Bruce Banner, che a Hulk ancora gli girano. Invece il Dottor Destino, l’arcinemico dei Fantastici Quattro, lo vedo alle prese con il post-modernismo. Anche a lui sarà capitato di voler evadere dal tran tran, ma siccome un cervellone par suo non si abbassa alla “Settimana Enigmistica”, probabilmente è uno dei pochi che ha letto dall’inizio alla fine Mason & Dixon di Thomas Pynchon. E il Dottor Strange, quel bel gagà che una volta cercò di pestare Hulk con un incantesimo ricavandone una prognosi riservata? Be’, non si fa mai mancare, la sera, qualche riga di Nova express di William Burroughs. “Prima o poi ricostruirò ogni singolo passaggio”, pare abbia detto a un collega, tale John Constantine.

E i mutanti? Cosa leggono gli X-Men? Wolverine ha sul comodino la sua copia dei Quarantanove racconti autografata da Hemingway. Il professor Xavier ama compulsare Finnegan’s wake di Joyce. Dice che lo rilassa. Jean Gray ha letto InfinitWalt Whitmane Jest e si è trasformata nella Fenice. Ciclope, dannazione, gli hanno parlato di Ernst Jünger e da quel giorno non è stato più lo stesso. Magneto legge e rilegge Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar. La sua copia è tutta sottolineata. Kitty Pride anni fa ha sfogliato Lamento di Portnoy di Philip Roth, ha avvertito un non-so-che e ha scoperto di poter diventare incorporea. Poi ci sarebbero i Vendicatori. Capitan America che ama Walt Whitman. Thor, a cui Loki ha prestato American God di Neil Gaiman. Iron Man, che legge, pensate un po’, Il diario di Bridget Jones. E Spiderman, cioè Peter Parker, lo sfigatissimo diffamatissimo uomo ragno di quartiere che forse stasera, finalmente, leggerà Le mille luci di New York di Jay McInerney. Glielo ha regalato Mary Jane per il compleanno; e ha aggiunto che Petey deve piantarla con le poesie di William Blake: “Ammettilo, tigrotto, gli incubi con Kraven il cacciatore sono storia”.

La CosaInfine Ben Grimm, il mostro di pietra che non legge perché con le sue manone non riesce a sfogliare le pagine dei tascabili. La gang di Yancy Street gli ha regalato l’audiolibro di Bartleby lo scrivano e il pianeta Terra è avvisato. Quando Hulk avrà dato di matto (per tirar su le vendite e accontentare alcuni gruppi di pressione con le mani in pasta nell’edilizia, ogni tanto sbrocca e rade al suolo un paio di città), quando servirà un volontario suicida per tenere botta fintanto che i super scienziati non avranno trovato il modo di stendere l’odioso golia color verde vomito, quando Thor ed Ercole avranno marcato visita, Doc Samson sarà scappato a Cuba e Dottor Strange avrà risposto al telefono con la molletta sul naso, quando insomma ancora una volta il mostro di pietra, l’amatissimo, buffissimo Ben Grimm dovrà farsi spaccare la faccia per il bene dello zio Sam e degli investitori, questa volta Ben Grimm accenderà un sigaro, stenderà le zampe sul suo divano con le molle di titanio, sbufferà in faccia a Nick Fury e risponderà: “Preferirei di no”.

Postilla
Niente da dire, la Marvel è la Marvel, gente, un cosmo variopinto popolato da un’orda di uomini muscolosi e donne prosperose, di potenziali lettori con quadricipiti femorali da urlo, più intelligenti di Einstein e Vicky il vichingo messi insieme. Ma quando si parla di super eroi va pure detto che ce ne sono due in grado di riassumere il concetto da soli. Uno è tutto nero, ha una macchina corazzata e supplisce all’assenza di superpoteri con i suoi marchingegni; l’altro è più solare di Apollo e con un’alzata di spalle può stendere cento Mike Tyson. Il primo rimugina spesso su American Psycho di Bret Easton Ellis e L’assassino che è in me di Jim Thompson. Il secondo, il notevole kryptoniano, in genere indulge nei grandi classici del suo pianeta natio, da Ridestami a Klangor, o mia Raposta a Il dolce tepore del gluk, ma una volta Lex Luthor lo ha sgamato mentre usciva da una libreria con Il codice di Perelà sotto il mantello.

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2 thoughts on “Cosa leggono i supereroi

  1. adesso però dovresti fare un pezzo sugli eroi del fumetto italiano,non solo bonelli.Per esempio secondo te cosa potrebbe leggere Dago?o rat-man.
    🙂

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