Gli eroi imperfetti

“Gli eroi non si arrampicano sugli alberi nelle foreste amazzoniche, non si fanno sparare in Bolivia, non tendono agguati e non organizzano frange d’opposizione. Gli eroi si siedono a un tavolino da due e trovano qualcosa da dirsi, occhi negli occhi. Gli eroi si sposano e poi tornano a casa insieme, rimanendo zitti durante la salita in ascensore. Questi sono gli eroi, gli stakanovisti della vita”.

Questa la quarta di copertina de Gli eroi imperfetti, primo romanzo di Stefano Sgambati (ma se fate girare google troverete altri scritti, un saggio pop e una raccolta di racconti), appena pubblicato da minimum fax. Una citazione quanto mai adatta a far respirare da subito l’aria, allo stesso tempo stantia ed esplosiva, che si “respira” nel romanzo. Stantia perché questa è la storia della confessione di un mostro contemporaneo (mostruoso assai, un vero villain) e di un orrido segreto che è stato tenuto a chiave per troppo tempo e che finirà col piovere addosso a una coppia di quarantenni, Corrado e Carmen, gente che avrebbe fatto volentieri a meno di conoscere certe faccende. Esplosiva perché queste faccende sono davvero troppo grosse per non sballarci su e porteranno con loro altre storie e un bel po’ di sfiga per il povero Corrado. Ma come l’eroe imperfetto Corrado, e gli altri personaggi, riusciranno a trarsi in salvo dalla tempesta, se ci riusciranno, è ovviamente cosa che lascio volentieri scoprire ai lettori, ché qui nessuno ha voglia di esercitarsi nell’arte dello spoiler.

Mi limito perciò ad aggiungere due cosette che forse potranno giustificare la vostra pazienza nel leggere questa dimenticabile segnalazione di un romanzo tutt’altro che dimenticabile. La prima riguarda lo stile. Stefano Sgambati si è dimostrato uno scrittore da tenere d’occhio, in grado di farci viaggiare con modernismi ben temperati da un personaggio all’altro senza mai perdere la rotta. Il risultato è che invece di alimentare il caos, l’autore delinea un puzzle i cui pezzi vanno al loro posto, con calma, inesorabilmente, man mano che la lettura procede. Un narratore onnisciente che si mette però di lato e pur usando a tratti, come dire, la “voce off” (tutt’altro che sgradevole e alternata alla prima persona), lascia che la storia ci sommerga. La seconda è di una banalità sconcertante, ma non ho mai preso la patente di originalone, che volete farci. Sia quel che sia, quando Irene, altro personaggio che definire problematico è poco, afferma “così magari la smetto di invitare la gente a casa per cena e poi a ripensarci quando mi accorgo che c’è troppo entusiasmo per i miei gusti”, non ho potuto fare a meno di pensare che ogni tanto, sottolineo “ogni tanto”, la letteratura contemporanea, forse perché costipata da un surplus sapienziale, sembra una festa a cui i lettori sono invitati ma solo a patto che non si divertano. Ogni entusiasmo deve essere bandito. Entusiasmo che al contrario non è mancato e mi ha rinvigorito mentre leggevo il romanzo cupo ma bellissimo di Stefano Sgambati.

NOTA: quest’articolo è stato pubblicato originariamente sulla webzine Senzaudio, dove potrete trovare molti altri articoli molto più belli del mio.

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2 thoughts on “Gli eroi imperfetti

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