Se fai il cattivo Maradona piange

Oggi voglio segnalare un libro coraggioso che come tutti i libri coraggiosi infonde nei suoi lettori il coraggio di guardare in faccia la realtà e dire che le cose non vanno come dovrebbero andare. Eh sì. Immaginatevi infatti cosa succederebbe se all’improvviso in un popoloso quartiere d’una grande città dello Stivale un’icona di Diego Armando Maradona si mettesse a piangere. Ognuno vorrebbe per il suo spogliatoio l’icona con il volto del pibe de oro trasfigurato dall’estasi. Immaginatevi le folle accalcate a far la fila per ore, per giorni, pur d’immortalare le lacrime del campione dei campioni. E immaginate adesso uno di quegli intellettuali pieni di veleno e di dubbi tardo-adolescenziali e di problemi irrisolti. Uno di quei criticoni rosiconi che se ne vanno in giro a sputare sentenze. Lo stramaladetto rompiglione comincerà a far domande, ci potete scommettere. In un raptus d’illuminismo mal posto il nostro esangue intellettualoide potrebbe addirittura rubarla, l’icona di Maradona, e nasconderla per farsi beffe dei tifosi.

Ve lo immaginate quindi cosa potrebbe succedere? Il finimondo, un pandemonio. C’è il rischio che arrivi l’esercito a presidiare le strade, e persino questo potrebbe non bastare. Perché c’è sempre un sacco di gente a cui prudono le mani, impossibile controllarli uno per uno. Persone insospettabili e posate, professionisti e professori stimatissimi per cui il rigore di Ronaldo non c’era. Persone che puoi fargli di tutto ma guai a parlare con loro di Roma-Liverpool. Lascia stare la testata di Zidane, mi diceva sempre un amico, se non vuoi che qualcuno pretenda i tuoi attributi su d’un piatto d’argento come riparazione per il torto subito. Così va la vita. Quando c’è la tv vogliamo la pace, amiamo la famiglia. Ma quando i giornalisti se ne vanno basta poco per accendere la miccia. Basta che l’ennesimo saputello faccia un commento a bruciapelo sul gol di Turone per trasformare un parco giochi per bambini in una zona di guerra. E no, signori, è giunto il momento di dirlo, coraggiosamente, che se un sacco di gente non fa altro che pestarsi a sangue, la colpa, ecco… la colpa è del calcio.

E se poi avete voglia di saperne di più e di scoprire di cosa parla davvero Fabio Guarnaccia nel suo godibilissimo, indovinatissimo romanzo Una specie di paradiso (Laurana editore) io vi rimando direttamente alle pagine del libro. Quest’esercizio di coraggio mi ha sfiancato e non vorrei aggiungere altro, non si sa mai dovessi trovare gli ultrà sotto casa.

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2 thoughts on “Se fai il cattivo Maradona piange

  1. E’ sempre il fanatismo la causa di ogni guaio, in qualsiasi modo prenda forma. Soprattutto se deve andare a compensare delle profonde carenze interiori.

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