Santi, poeti e commissari tecnici

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Ci siamo, oggi è ufficialmente uscito il mio nuovo libro: Santi, poeti e commissari tecnici, pubblicato da miraggi edizioni. Si tratta di una raccolta di racconti a cui ho lavorato piano piano, a poco a poco, in questi anni, un pezzo alla volta. Uno di loro, Perché no, è il primo racconto che ho scritto nella mia vita, circa totmila millenni fa, ed è già stato pubblicato in una sua versione precedente, e molto traballante & discutibile, non ci dormivo la notte. Da allora l’ho riscritto non so quante volte, fino a diventarci scemo. La storia è rimasta la stessa, ma sono riuscito a limarla come avrei sempre voluto. Poi c’è la novella che dà il titolo all’opera: Santi, poeti e commissari tecnici. Una storia lunga, con molti personaggi che fanno un sacco di stronzate, essenzialmente, e che girano tutti attorno a una stella, troppo buona e colma di grazia per l’umanità idiota che la circonda. È la storia a cui tengo di più. Ve la consiglio se vi piacciono gli animali, i gol strambi e le cose che un po’ fanno ridere e un po’ no. Se vogliamo per forza trovarci un genere, chiamiamolo spaghetti-fantasy.
Poi ci sono altre storie, storie di ragazzi perduti, di gente che vorrebbe fare pace con il passato, salvare qualche sogno, accendere una stella.

In tutto il libro c’è questo fantasma, cioè un pallone da calcio, che ci segue fino alle ultime pagine con tutto il carico di desideri mostruosamente sbavati che si può portare appresso questo sport. Il calcio è diventato la vera religione degli italiani, o forse del mondo intero, abbiamo tutti fede in un gagliardetto. Ma anche se andiamo allo stadio come i pellegrini vanno a Lourdes, molto difficilmente una partita di coppa potrà ripulirci dei nostri peccati.
Se pure voi vi siete stufati delle retorica aziendalist-ottimista che circonda il mondo del calcio proteggendolo dal pensiero critico, del campanilismo razzista e strapaesan-nazionalista di certe tifoserie esaltate, dei calciatori semi-analfabeti ma social maître à penser, vi dedico la mia opera e vi abbracio idealmente. Da oggi mi sento un po’ meno solo nel cosmo.
Grazie a tutti per avermi seguito fin qui e grazie a tutti quelli che vorranno leggere Santi, poeti e commissari tecnici.

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