Le due culture e i buoni propositi per il 2020

A fine anno non mancano le liste di buoni propositi, cose su cose da fare, libri senza virgolette nei dialoghi e senza finale da leggere costi quel che costi, film asfissianti da vedere una volta per tutte, dischi assurdi ma very cool da ascoltare per colmare le lacune. La mia lista sarà però abbastanza semplice, proporrò un bivio di lettura; e poi ognuno sceglierà cosa leggere e dove andare. E se qualcuno si offenderà, pazienza, l’oceano è vasto. Continua a leggere

Cinque libri importanti che tutti dicono di conoscere, ma che nessuno è riuscito a finire evitando sofferenze inenarrabili

post non so che

Ci sono libri belli, libri bellini e libri bellissimi, libri commoventi, libri appassionanti, libri istruttivi, libri illuminanti, libri brutti, libri bruttini e libri bruttissimi. E poi ci sono i libri “importanti”, quelli che dobbiamo leggere per non fare la figura dei fessi e dobbiamo pure farci piacere. Ma siccome farsi piacere qualcosa per forza può essere complicato, meglio dire che quel qualcosa è “importante”. Cioè, lo sappiamo benissimo che dire “è un libro importante” è come quando diciamo di qualcuno “è un tipo”, ma così è la vita. È una cosa fatta di apericene, film d’autore e libri così illeggibili che al solo pensiero ci si ghiaccia il sangue nelle vene, perché ciò che conta è preservare le apparenze e arrendersi al masochismo culturale. Ecco cinque libri importanti, veramente importanti, cinque opere-cilicio che tutti dicono di conoscere, ma che secondo me quasi nessuno è riuscito a finire evitando sofferenze inenarrabili. Continua a leggere

Il libro indie in dieci punti – manifesto per un’estate di letture prive di sensi di colpa

mugwump

Che caldo, che sole, spariamoci una granita, ragazzi, e anche il buon vecchio manifesto per un’estate di letture prive di sensi di colpa (che era già uscito tempo fa su Senzaudio):

Il libro indie è alla moda, non è importante leggerlo o leggerlo tutto, ma sfoggiarlo.

Il libro indie rifiuta le virgolette dei dialoghi, che fanno troppo “libro di genere”, e pazienza se così facendo a volte non si capisce un cacchio di quello che stiamo leggendo.

Il libro indie può essere molte cose, un concept, un must, uno status, un cilicio, molto difficilmente però è un romanzo con un inizio, uno svolgimento e una fine.

Il libro indie, anzi, se ha un finale non è più indie.

Il libro indie a volte il finale te lo rivela a metà.

Il libro indie può essere scritto in prima, seconda, quarta, quinta, sesta, settima, decima, trentesima persona, non ha importanza, basta che non sia scritto in terza persona, che fa così cheap.

Il libro indie è intimo, urgente, necessario. Come un pannolone.

Il libro indie spesso è un libro “de problemi” che vuole salvare il mondo e redimerci tutti.

Il libro indie non è divertente, perché divertirsi con un libro è out.

Il libro indie infine è transustanziale: quando il suo autore diventa famoso e pubblica con una grande casa editrice, all’improvviso i suoi libri – anche se il contenuto è rimasto lo stesso – non sono più indie.

Il siculo

camilleri

A differenza di quelli che in questi giorni hanno compianto il caro maestro senza aver mai letto un suo libro e di quelli che – come temo – hanno millantato amicizie-legami-aneddoti e chissà cos’altro; e a differenza di quelli che senza nemmeno far evaporare un sacrosanto cordoglio si sono sentiti in dovere di rivelarci quanto odiassero i suoi romanzi; a differenza di molta gente, quindi, con cui qualcuno di noi non vorrebbe rimanere bloccato in ascensore o dover bere una birra, volevo dirvi che Andrea Camilleri l’ho conosciuto per davvero, ma ho preferito aspettare qualche giorno prima di provarci con il mio “addio, maestro”. Continua a leggere

Al di là delle parole

al di là delle parole

“L’esilio dalla natura, associato alla modernità, un esilio autoimposto, sembra aver deteriorato un’antica capacità umana di riconoscere la presenza della mente in altri animali. Eppure, può sembrare che gli altri animali riconoscano invece la mente degli umani”, questo ci racconta Carl Safina in Al di là delle parole.
Al contrario la capacità di riconoscerli come cibo o come oggetti non è mai venuta meno, per lo meno dalle mie parti. Perché si vede lontano un miglio che quando diciamo di amare gli animali in realtà stiamo pensando al nostro panino al prosciutto. Il cammino verso la liberazione degli animali penso sia ancora molto lungo, ma potremo farci compagnia durante il viaggio con Al di là delle parole, il libro più bello, più wow, più commovente, più esaltante, più appassionante, più letterariamente scientifico e scientificamente letterario che abbia letto negli ultimi anni.

 

A B e C mon amour

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Attenzione, lo sappiamo tutti che: a) la comicità in letteratura è vista come sinonimo di bruttura, nefandezza, nequizia, alito cattivo, calzette sporche, lato oscuro della forza e soprattutto disimpegno, sia nei sopra citati ambienti raffinati sia in quelli frequentati da tardoadolescenti barricaderi; b) se vuoi spaccare nel mondo delle belle lettere devi trovare o un irrisolvibile, atavico problema sociale o un lancinante problema personale che puzzi di vita vissuta lontano un miglio e poi scriverci su in prima persona con cuore palpitante oppure ancora mischiare le due cose; c) infine, sappiamo pure che l’unica alternativa pensabile e praticabile a quella di indossare il cilicio, in Italia, è scrivere un giallo. E così parte subito la crisi depressiva acuta e mortale. Ma poco prima di ululare alla luna, passarmi un dito d’olio motore sotto gli occhi come in Commando e legarmi al collo un sasso di cinquanta chili per poi buttarmi nel fiume Anapo con una copia di Comma 22 di Joseph Heller sotto il braccio, mi rendo conto che non ne vale la pena. L’adolescenza è finita da un pezzo. E con essa tutte le infinite, deprimenti, ridicole discussioni su cosa sia più o meno degno dell’aggettivo “letterario”.

p.s. e se volete saperne di più, leggete pure l’articolo integrale su senzaudio.

 

L’urlo di Hellinger

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“Mi serve un libro serio sulle costellazioni familiari, per favore”.

“Guardi al momento abbiamo questi volumi di Bert Hellinger…”

“E che sono ‘ste cose… Mi scusi ma ho detto un libro serio”.

Dalla nota biografica dell’autore: “Bert Hellinger è noto a livello internazionale per avere approntato il metodo terapeutico delle costellazioni familiari”.