Alla via così…

Non si fa altro che parlare di denatalità e siamo sette miliardi, sette miliardi di persone che consumano le risorse del pianeta. Agli scienziati veri, agli scienziati della televisione e agli scienziati di facebook ricordo che quando la mortalità diminuisce in genere si fanno meno bambini; che nelle società più sviluppate le donne non sono solite partorire una squadra di calcio; che dovete farvene una ragione e smetterla di rompere il cazzo, la ricchezza implica meno bambini; che se proprio vogliamo fare qualcosa per arginare il fenomeno, bisognerebbe rendere la vita dei neogenitori meno tremenda e aumentare qli stipendi da fame che hanno affossato l’Italia. Tutto il resto è fuffa nazional-popolar-qualunquist-sovranista.
E me ne torno come sempre al mio ripasso integrale di Star Trek.
“Alla via così, signor Sulu”.

Le due culture e i buoni propositi per il 2020

A fine anno non mancano le liste di buoni propositi, cose su cose da fare, libri senza virgolette nei dialoghi e senza finale da leggere costi quel che costi, film asfissianti da vedere una volta per tutte, dischi assurdi ma very cool da ascoltare per colmare le lacune. La mia lista sarà però abbastanza semplice, proporrò un bivio di lettura; e poi ognuno sceglierà cosa leggere e dove andare. E se qualcuno si offenderà, pazienza, l’oceano è vasto. Continua a leggere

Il futuro

(c) Richard Corben

Ho visto il futuro.
Indossava vestiti costosi color cacca di cane randagio e – trafelato com’era – ha saltato la fila al negozio di animali per comprare le caramellone del suo carissimo Bubu.
Ho visto il futuro.
Mi ha superato a dieci centimetri dalla cassa senza battere ciglio e ha sgridato il commesso perché pretendeva uno sconto speciale super bestiale da cliente DOC-VIP.
Ho visto il futuro.
E prima di rientrare nel suo Suv parcheggiato sul marciapiede, ha promesso che d’ora in poi comprerà solo su internet.
Ho visto il futuro.
Adesso rivoglio il 1982

Perdere le elezioni in una sola mossa? Fatto!

Non vorrei essere nei panni del sedicente “esperto di komunikazione” nonché videomaker che ha realizzato il video in cui il candidato sconfitto dopo il ballottaggio a Siracusa (Ezechia Paolo Reale) appariva di notte, in una città lugubre e spettrale, minacciando involontariamente l’elettore aretuseo più che il suo sfidante (Francesco Italia). Sembrava che dicesse “se non mi voti mo so cazzi tua”. Il momento più imbarazzante lo raggiungiamo quando il nostro afferma “si stanno risvegliando”. Ma chi è che si sta risvegliando? In quell’ambientazione notturna da film horror il pensiero corre subito a ipotetici vampiri afflitti da sonno millenario, certo non ai siracusani (essi sì afflitti da sonno millenario), o quanto meno a vampiri siracusani, che però non risulta stessero dormendo o avessero bisogno di risvegliarsi. A ciò si aggiunge il dettaglio grottesco di un video ambientato esclusivamente nel centro storico di Ortigia il cui protagonista accusa il rivale di essersi occupato, nel passato, soltanto del centro storico di Ortigia.
Un’opera distopica niente male, insomma, che ha offerto uno squarcio non richiesto sull’inconscio che agita le ambizioni e i sogni mostruosamente proibiti non solo e non tanto del candidato sconfitto, da tutti indicato come un galantuomo, ma del suo entourage. Un vero capolavoro, un autogol clamoroso, una cagata pazzesca che riverberà a lungo sui banconi dei bar della nostra cittadina rallegrando le sbronze degli ubriaconi e infestando i sogni di quelli che hanno creduto davvero in questa incredibile minchiata.
C’è una morale in questa storia? Non lo so e non ho la faccia tosta di spacciarmi come esperto di comunicazione, nonostante abbia qualche pubblicazione che decora il mio inutile curriculum, né saprei indicare a nessuno come si fa a vincere le elezioni comunali, ma di sicuro adesso sappiamo tutti come si fa a perderle. Scegliete meglio i vostro collaboratori, ragazzi, se non volete appizzarci malafiure.

La prova

giorno-zombi-bub

La prova che molti di noi sono un po’ razzistelli è data dal fatto che l’azione del ministro Minniti ha fatto diminuire l’arrivo degli immigrati in maniera drastica, e per questo è stata accusata di essere ultra-repressiva, ma un sacco di gente continua a sbraitare nonostante il precedente governo abbia fatto quello che questa stessa moltitudine richiede a gran voce, con gran dispendio di puntini di sospensione.
Razzistelli, appunto, perché a queste persone non interessa davvero il “problema” dell’immigrazione, ma solo che qualcuno abbia finalmente legittimato il loro odio e il loro furore contro “l’uomo nero”.