Alla via così…

Non si fa altro che parlare di denatalità e siamo sette miliardi, sette miliardi di persone che consumano le risorse del pianeta. Agli scienziati veri, agli scienziati della televisione e agli scienziati di facebook ricordo che quando la mortalità diminuisce in genere si fanno meno bambini; che nelle società più sviluppate le donne non sono solite partorire una squadra di calcio; che dovete farvene una ragione e smetterla di rompere il cazzo, la ricchezza implica meno bambini; che se proprio vogliamo fare qualcosa per arginare il fenomeno, bisognerebbe rendere la vita dei neogenitori meno tremenda e aumentare qli stipendi da fame che hanno affossato l’Italia. Tutto il resto è fuffa nazional-popolar-qualunquist-sovranista.
E me ne torno come sempre al mio ripasso integrale di Star Trek.
“Alla via così, signor Sulu”.

Le due culture e i buoni propositi per il 2020

A fine anno non mancano le liste di buoni propositi, cose su cose da fare, libri senza virgolette nei dialoghi e senza finale da leggere costi quel che costi, film asfissianti da vedere una volta per tutte, dischi assurdi ma very cool da ascoltare per colmare le lacune. La mia lista sarà però abbastanza semplice, proporrò un bivio di lettura; e poi ognuno sceglierà cosa leggere e dove andare. E se qualcuno si offenderà, pazienza, l’oceano è vasto. Continua a leggere

Fin qui tutto bene

Allora, riassumendo le ultime puntate così come ce le siamo raccontate dalle mie parti, le sardine cripto fasciste minano la democrazia difesa dai carabineros cileni mentre a Hong Kong potenze oscure complottano per okkupare l’università e una giornalista che scambiava le lanterne cinesi per UFO e ne scriveva sui quotidiani crede di meritare il Nobel e aderisce a un movimento di protesta contro l’editoria masson-globalista mentre Soros vuole sostituire gli ortigiani con sceicchi forniti di yacht alti tre piani che introdurranno la sharia nelle paninerie ambulanti e un guru del self help alla matalotta ci dice che in Sicilia consumiamo meno psicofarmaci perché siamo puri e santi. E infatti abbiamo le visioni.
Da Siracusa per oggi è tutto. Da voi come butta?

Il dottor Thomas non è in sede

il dottor thomas
Il dottor Thomas non è in sede.
Arriva una sanzione per tasse non pagate, la leggo e senza essere laureato in balzelli & tributi mi accorgo che è clamorosamente sbagliata.
Qui comincia l’odissea.
Faccio una fila allo sportello e mi dicono che è vero, è un errore, ma per risolvere devo provare con il sottoufficio xy.
Al sottoufficio xy concludono che è vero, è un errore, e fanno un summit coinvolgendo anche amici e parenti, poi mi dirottano da un’altra parte e faccio un’altra fila all’ufficio xy2.
Dopo un po’ di file agli sportelli, la conclusione è sempre la stessa: è vero, è un errore, ma un errore burocratico quasi metafisico per la cui soluzione ci vorrebbero Aleister Crowley, Turing, Champollion e Van Helsing. Continua a leggere

Il dream team

fungo atomico

Il dream team: Donald Trump; Vladimir Putin; Jair Bolsonaro; Boris Johnson; Marine Le Pen; Kim Jong-un; Viktor Orbán; Jarosław Kaczyński; Matteo Salvini; Nigel Farage; Rodrigo Duterte.
Allenatore: Sheev Palpatine

Spaccato popolare

salvini

Spaccato popolare aretuseo: un signore in pinocchietti, canotta con serigrafia di Salvini e zoccoli esce da una sala scommesse, la sigaretta tra i denti, e scruta l’orizzonte; poi dice “maletetto sintako, ci stanno facento morire e ci rubbbano il lavoro”, butta la cicca sul marciapiede, straccia la “bolletta” perdente con cui ha dilapidato il suo reddito di cittadinanza, butta per terra anche la ricevuta della scommessa, sale sulla moto senza casco e assicurazione e strombazzando va incontro al ventunesimo secolo.

Fine della storia, Giovanni Verga 2.0.

Il libro indie in dieci punti – manifesto per un’estate di letture prive di sensi di colpa

mugwump

Che caldo, che sole, spariamoci una granita, ragazzi, e anche il buon vecchio manifesto per un’estate di letture prive di sensi di colpa (che era già uscito tempo fa su Senzaudio):

Il libro indie è alla moda, non è importante leggerlo o leggerlo tutto, ma sfoggiarlo.

Il libro indie rifiuta le virgolette dei dialoghi, che fanno troppo “libro di genere”, e pazienza se così facendo a volte non si capisce un cacchio di quello che stiamo leggendo.

Il libro indie può essere molte cose, un concept, un must, uno status, un cilicio, molto difficilmente però è un romanzo con un inizio, uno svolgimento e una fine.

Il libro indie, anzi, se ha un finale non è più indie.

Il libro indie a volte il finale te lo rivela a metà.

Il libro indie può essere scritto in prima, seconda, quarta, quinta, sesta, settima, decima, trentesima persona, non ha importanza, basta che non sia scritto in terza persona, che fa così cheap.

Il libro indie è intimo, urgente, necessario. Come un pannolone.

Il libro indie spesso è un libro “de problemi” che vuole salvare il mondo e redimerci tutti.

Il libro indie non è divertente, perché divertirsi con un libro è out.

Il libro indie infine è transustanziale: quando il suo autore diventa famoso e pubblica con una grande casa editrice, all’improvviso i suoi libri – anche se il contenuto è rimasto lo stesso – non sono più indie.